Tutte le direzioni
Dopo un po' di tempo a lasciar fermentare come kimchi o kombucha i pensieri rispetto a questo spazio digitale, è giunto il momento di aprire il vasetto della mia testa e dire innanzitutto a me stesso - nero su bianco - quali sono le direzioni che prenderà questo progetto.
Prometto che non sono pungenti come il primo e acidi come il secondo.
Per prima cosa, ho deciso di rimettere mano ai copioni delle puntate uscite finora e trasformarli in racconti, per poi pubblicarli man mano qui dentro. Il senso è raggiungere persone a cui il medium audio possa risultare sconveniente, sia per ragioni di gusto personale, che di accessibilità (certo, ho messo le trascrizioni per la stagione 3 del podcast, ma comunque non sono una panacea perfetta. Confesso oltretutto di aver fatto il lavoro senza tutta la cura necessaria, quindi qualche errore di battitura o di trascrizione LargeLanguageModellica potrebbe esserci).
Sembra un lavoro da niente, ma - specialmente nella prima parte della prima stagione - andavo molto a braccio. Non era tutto effettivamente sceneggiato in maniera chiara su di un copione: avevo soltanto una traccia, una sorta di canovaccio. Solo che non si trattava di commedia dell'arte, quindi manco me lo mandavo a memoria questo sceneggiato: riempivo di spunti ordinati dal punto di vista della narrazione una presentazione powerpoint, per poi farla scorrere sotto i miei occhi mentre registravo e ricordavo. Ci vorrà un po' quindi a trasformarli in un racconto vero e proprio.
Personalmente mi mancherà tantissimo la possibilità di esprimermi con la voce, come mi mancherà seguire la narrazione senza le musiche di ALBRT o di Gan. Ma è giusto dare una possibilità in più di fruire queste storie, in più questo ordine mentale e archivistico mi aiuterà anche per la direzione successiva.

A settembre 2025 ho avuto la prima possibilità di fare un'esibizione dal vivo di RAEE Storie Digitali, in occasione del compleanno della libreria Settevolpi e di Leila la biblioteca degli oggetti, una piccola esibizione in cui ho interpretato una puntata o - meglio - raccontato una storia, non più nel chiuso della mia cameretta, ma ad alta voce davanti ad un pubblico.
Per carità, un piccolo pubblico, un pubblico di amici, una piccola festa, nel mio piccolo e amato quartiere. Tutto piccolo. Tranne l'emozione ed il piacere rifrancante che ho sentito scorrermi dentro, potendo vedere negli occhi degli altri - istantaneamente - la reazione alle mie parole. E' stato così inebriante che mi sono detto devo rifarlo immediatamente.
L'immediatamente è diventato molti mesi, ma sta succedendo davvero, sempre in contesti random (prima una festa privata, poi una serata della Pro Loco sul nostro appennino), ma alla fine qual è il punto?
Il punto è esattamente riprovare l'emozione di stare arrivando direttamente a qualcuno, non passando per delle cuffie che streammano spotify o per curatissimi reel su instagram che condensano anni di vita in 3 minuti. E poco importa se il palco non è esattamente il Burning Man e nemmeno il Dumbo, per stare a riferimenti più del mio territorio.
A seconda dell'occasione, ripescherò mano dal piccolo archivio di storie accumulatesi in questi anni. Di conseguenza una rifinitura/riscrittura delle storie più polverose si rende decisamente necessaria: già è dura spiegare cos'è un podcast dal vivo (dovrei dire reading teatrale? oppure monologo?), figuriamoci se mi metto pure a mezzo improvvisarlo come se fosse stand-up comedy, ma che solo ogni tanto vuole farti ridere.
L'ultima direzione che prenderò saranno le storie brevi, perché non tutte le persone a cui chiedo storie hanno un racconto che si può sviluppare in quattro atti ben distinti su 20/40 minuti, ma spesso una storia tira l'altra (o un RAEE tira l'altro "Ehi, ce l'avevo anche io quel Nokia N95, pensa che mi è durato un giorno solo..."). Tutte queste storie valgono la pena di essere raccolte e raccontate, ma magari affrontare il processo di produzione di un podcast, che oltre scrittura include musiche, montaggio, mixaggio e pubblicazione, è troppo faticoso. Così ho individuato questo blog come spazio in cui pubblicare con meno filtri e meno fatica piccole gemme pescate in giro, più o meno volontariamente.
Peraltro per questa estate sto pianificando un viaggio nei Balcani e l'idea è provare a raccogliere storie lungo il tragitto: da chi mi ospiterà su Couchsurfing, da chi prenderà un passaggio da me su Blablacar, dai vicini di tenda o di arrampicata, persino - chissà - da amici e amiche che mi accompagneranno in parte di questo tragitto, ma che non hanno mai pensato ad un loro tragicomico pezzo di vita come qualcosa di degno di essere cristallizato e registrato da qualche parte.
E invece io credo molto ad una cosa che dicevano gli Editors in The Weight of the World:
"Every little piece of your life, will mean something to someone".